Era una sensazione stupenda, sapere che era merito mio, se Shin si sentiva così bene. Senza dire niente, accolsi la punta del suo membro fra le mie labbra e, piano, cominciai a succhiarla. Mi sembrava così strano, ma, quel pensiero, mi era venuto naturale. Lentamente, lasciai che guadagnasse centimetri, nella mia bocca, mentre anch'io arrossivo, al pensiero di quello che stavo facendo.
Rimasi senza fiato quando lo senti prendere il mio sesso in bocca, poco dopo però cominciai ad ansimare più forte spingendo il bacino verso la sua bocca. La mia mente era totalmente bianca, non riuscivo più a pensare mentre reagiva istintivamente alle sue carezze.
A quanto pareva, desiderava che gli concedessi molto di più. Concentrandomi, quindi, mi spinsi ancora più in basso, sulla sua eccitazione, cominciando, ora, a stimolarla seriamente, con un movimento veloce. Le mie dita, poi, si spostarono sui suoi genitali, che accarezzai piano, quasi come a volergli fare il solletico. Senza rendermene conto, nel frattempo, mi ero eccitato ancora di più e i pantaloni cominciavano a darmi fastidio.
Il piacere divenne più intenso quando comincio ad accarezzarmi i genitali muovendosi più veloce sul mio sesso. Non riuscivo più a contenere la mia voce, ogni tanto tra i gemiti mormoravo il suo nome chiedendo sempre di più. Con le mani tiravo il lenzuolo che avevo sotto di me non riuscendo più a trattenermi. «Ci sono quasi»dissi tra i gemiti cercando di avvisarlo che ero vicino al venire.
Finalmente stavo facendo qualcosa di utile, per qualcun altro. A giudicare dai suoni che uscivano dalle sue labbra, stava andando tutto bene. Quando mi disse di essere quasi al limite, mi spinsi, in profondità, un'ultima volta, sul suo membro, dal quale, successivamente, mi staccai. Era la proma volta, del resto, e non me la sentivo di accogliere il suo seme... Magari gli avrebbe dato fastidio, ma proprio non ne avevo avuto il coraggio.